Lettere publicate in Città Nuova in 2002:

- Palestina trascurata (Città Nuova - 04/01/2002)

 "Sono un lettore di Città nuova, e mi interessano molto gli eventi politici e internazionali letti con occhi diversi del solito. Credo che il vostro contributo alla conoscenza delle notizie e alla diffusione della cultura sia lodevole, ma non vi scrivo per questo.
"Vorrei attirare la vostra attenzione su un argomento molto doloroso da trattare. La situazione in Palestina, Israele, territori occupati, o "Terra Santa"… "Penso che trascurate molto la verità. Per ragioni che posso immaginare, avete sicuramente fatto una scelta. Una volta scrivete quattro righe, con "speranza del dialogo" che è "sempre possibile", malgrado i tanti "feriti e morti da entrambe le parti"! Meglio, in questo caso, non scrivere niente (come succede spesso).
"Non vorrei che il vostro giornale diventasse simile a tutti gli altri. Spero che siate e rimaniate diversi. Non potete scrivere soltanto ciò che vogliono i lettori, se volete avere una missione di informazione.
"Capisco la vostra preoccupazione di essere neutri. Avete il diritto anche di esserlo. Io, invece, continuerò ad esigere da voi la verità". Asem Khalil - palestinese


Grazie per la franchezza. Essere neutrali è una nostra costante preoccupazione, non certo nel senso di lavarcene le mani, ma di cercare l'obiettività, sperando di non tradire la verità.

Certo, non parliamo molto della Palestina, come di tanti altri problemi pur gravissimi, ma non perdiamo occasione per sottolineare i richiami del papa nei quali ci ritroviamo pienamente. E cioè il diritto alla convivenza nella sicurezza dei due popoli e la condanna di ogni violenza. Da entrambe le parti, per questo, si dovrebbero fare molti passi indietro.

 

- Il giorno della memoria (Città Nuova - 25/02/2002)

"Il giorno della memoria è un'occasione perché tutti si impegnino a costruire un mondo di pace. La memoria non dovrebbe essere un semplice ricordo, ma un continuo e incessante richiamo alla coscienza delle tragedie del passato per evitare che si ripetano nel futuro. "Paghiamo, sfortunatamente, ogni lezione della storia con il nostro sangue (o con quello degli altri). Mi riferisco alla tragedia che vivono i due popoli della terra stretta: il popolo israeliano, ferito dalle sue paure e insicurezza, ed il popolo palestinese, ferito dall'occupazione militare e dall'umiliazione quotidiana. A loro mi rivolgo perché ad essi appartengo: abbiamo sofferto abbastanza, riconosciamo che abbiamo tutti sbagliato un po' (troppo), e che abbiamo tutti un diritto di vivere". Asem Khalil

Ricevo molte lettere che piangono o imprecano a motivo della tragedia infinita che ha colpito la terra di Gesù, che è anche il luogo sacro dell'incontro delle tre grandi religioni monoteiste. Mi è sembrata particolarmente bella e costruttiva questa di Asem Khalil, un arabo cristiano, profugo, ferito negli affetti più cari, perché riesce a ricordare in modo così positivo il 27 gennaio,"giorno della memoria" sacro agli ebrei, con parole che rifiutano l'odio e invitano ad amare.

 

- Asilo in chiesa (Città Nuova 13/05/2002)

"Un centinaio di palestinesi, civili e combattenti, si sono rifugiati nella chiesa della Natività come ultimo posto per evitare la morte sotto i colpi dei carri armati israeliani.

A loro, non si deve impedire ciò, sostiene il patriarca, perché nella casa di Dio, tutti possono trovare rifugio, solo a condizione che essi depongono le armi.
"Ora, l'asilo viene definito come "qualsiasi posto che offre sicurezza, rifugio, e protezione" o "il luogo inviolabile dove i colpevoli e i perseguitati trovavano rifugio e immunità", e il diritto d'asilo come "l'immunità che si acquistava entrando in un luogo sacro". In questo senso, concedere l'asilo ai palestinesi nella chiesa della Natività, esattamente come facevano i sacerdoti ed i vescovi durante il nazismo con gli ebrei che scappavano dallo sterminio di Hitler, anche a rischio della propria vita, non è un optional per la chiesa, ma è un dovere.

"Il carattere straordinario, ed il significato universale della Terra Santa viene anche ribadito nel primo paragrafo del preambolo dell'accordo tra la Santa Sede e Israele.
In questo contesto, la chiesa della Natività deve godere di una protezione particolare al livello internazionale.

La sua inviolabilità deve essere garantita per la "coscienza giuridica dei popoli" - richiamata dal prof. Franco Cardini -, anche se non viene codificata in una convenzione scritta.

"Mi pare significativo il richiamo del medioevo per interpretare eventi che viviamo oggi in Terra Santa.

Come per dire: questi episodi di violazione dei luoghi sacri potrebbero ripetersi ancora oggi, esattamente come nel medioevo!". Asem Khalil

Mi pare sostanzialmente corretto quello che lei scrive. Purtroppo questa sorta di diritto di asilo non codificato non è stato rispettato (anche se non si è fatta irruzione), perché il luogo sacro è stato tenuto sotto il tiro dei cecchini.
I richiami storici, purtroppo, non fanno testo; infatti, nei casi di guerra questo "diritto" venne quasi sempre violato dai più forti.